Mostra a Martina Franca «“O”: Lo stupore dell’attesa e dell’arrivo»


Inaugurazione mercoledì 4 gennaio alle ore 19.00 sino al 12 gennaio al Villaggio di Sant’Agostino nel centro storico di Martina Franca

Si terrà dal 4 al 12 gennaio al Villaggio di Sant’Agostino presso l’ex Convento delle Agostiniane di Martina Franca la mostra «“O”: Lo stupore dell’attesa e dell’arrivo», curata dai giovani dell’oratorio della Città Vecchia di Taranto.

 

La mostra sarà inaugurata mercoledì 4 gennaio alle ore 19.00, alla presenza del Presidente del Villaggio di Sant’Agostino, Don Martino Mastrovito; don Emanuele Ferro, parroco della Cattedrale di Taranto; e Antonio Scialpi, capo delegazione FAI di Martina Franca.

 

“Un dono della fede, della bellezza della fede – ha detto Don Emanuele Ferro, parroco della Cattedrale di San Cataldo di Taranto – della fede che rende vera ogni amicizia e costruisce cose meravigliose”.

L’arte della pittura, della scultura, del ricamo in un allestimento inusuale e forse unico. Sono capolavori della preghiera biblica che illuminano l’attesa del Messia percorrendo il filo della lode e dello stupore.

 

Una mostra tematica sulle antifone maggiori che la Chiesa eleva nella preghiera liturgica di preparazione al Natale. Vengono chiamate comunemente antifone “O” perché tutte cominciano con questa esclamazione. Le opere saranno esposte sino al 3 gennaio presso la Cattedrale di San Cataldo di Taranto, per poi spostarsi a Martina Franca al Villaggio di Sant’Agostino (dal 4 al 12 gennaio), passando da un centro storico a un altro.

 

L’esposizione infatti rientra nelle attività promosse dalla Basilica Cattedrale di San Cataldo per la valorizzazione del patrimonio artistico, culturale e sociale della Città vecchia di Taranto. “La mostra offre al visitatore quattro momenti di lettura. Su prismi colorati sono riprodotte le sette antifone. Davanti a esse il crocevia dell’ammirabile scambio, ovvero la carne di Gesù Bambino: Dio che parla attraverso il vagito di un bimbo. Collocati su sette teche ecco quindi sette sculture del Divino Infante. Opere di collezionisti privati – racconta monsignor Ferro, che si è occupato della supervisione teologica e dei testi – e opere recenti come anche settecentesche e ottocentesche. Sotto le immagini di Gesù bambino, una selezione di ricami barocchi che nella tessitura e nella fattura pregevole e festosa ricordano quanto detto sulla profezia”.

Al di qua di ogni prisma, di schiena all’antifona, un’opera contemporanea che ritrae il compimento di ogni antifona.

 

I dipinti presenti nella mostra sono di Nunzia Marzella, artista locale, classe 1990, già chiamata a misurarsi a livello internazionale, mentre l’allestimento è stato curato dai ragazzi dell’oratorio della Città vecchia di Taranto.

 

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